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Dimmi come ti siedi e ti dirò chi sei! Anche tu stai seduto in queste posizioni?

La prossemica è una disciplina che solo di recente sta guadagnando la stima e l’attenzione che effettivamente merita, e che può esserci davvero molto utile per interpretare le situazioni sociali più disparate. Anche senza essere effettivamente degli studiosi di comunicazione, infatti, si possono tuttavia intuire parecchie cose dalla posizione assunta da una persona nei vari contesti. Ogni corpo si muove e occupa uno spazio assumendo una determinata posizione in base agli oggetti e alle persone che lo circondano. Il comportamento spaziale è il segnale non verbale più diretto dato che può essere facilmente misurato in termini di distanza e orientamento (Argyle, 1978); analizzare il movimento del corpo all’interno di un ambiente, le distanze che questo assume dagli altri, può aiutarci a comprendere alcuni aspetti della personalità, stati emotivi e atteggiamenti interpersonali di una persona. Tuttavia accenneremo in breve gli elementi alla base di questo sistema, poiché poco rilevanti e poco studiati ai fini del nostro studio all’interno dei colloqui di selezione. La prossemica, come è stata definita da Hall (1968) il quale ne coniò il termine, costituisce il primo tentativo organico di una semiologia dello spazio: potrebbe essere intesa come una tecnica di lettura della spazialità come canale di comunicazione, l’uso che gli individui fanno dello spazio sociale e personale. Secondo Hall (1968), per l’essere umano il confine del proprio corpo non corrisponde a quello fisico costituito dalla pelle o dagli abiti indossati, bensì esisterebbe una sorta di “bolla invisibile”, detta “spazio personale”, nella quale non è gradita l’intrusione altrui. Ad esempio chi si siede come nella figura che possiamo osservare qui sopra, spesso è una persona con una forte autostima che raramente torna sulle sue decisioni, una persona abituata a mantenere il controllo delle situazioni ma non per questo necessariamente scontrosa o altezzosa, anzi.

Chi siede in questo modo invece, decisamente più scomposto per via della postura della schiena, di norma si dice sia particolarmente incline ad ascoltare il proprio lato emotivo, cosa che farebbe di lui una persona comprensiva ed empatica. Allo stesso tempo si tratterebbe di individui riflessivi, per i quali compiere una scelta non è mai cosa da poco: hanno bisogno di analizzare, ponderare, valutare prima di riuscire finalmente a dare il proprio responso.

Ecco un’altra posizione interessante, il sedersi in maniera composta ma l’avere al contempo la tendenza a sporgersi in avanti con il tronco. Si tratta di una posizione comunemente assunta da un ascoltatore particolarmente interessato al discorso in auge in quel frangente, ma le persone che la assumono di continuo sono probabilmente molto sensibili ad una grande varietà di stimoli, e basta davvero poco a catturare la loro attenzione. Allo stesso tempo si dice siano individui aperti e curiosi, ma anche particolarmente volubili.

Ecco un’altra postura che intimidisce in maniera particolare, anche se in questo caso, sempre rimanendo in tema di prossemica, sedendosi come in questa immagine si trasmette una chiusura emotiva molto forte. Proprio per questo le persone che assumono questa posizione possono, di primo acchito, sembrare gelide o insensibili, o semplicemente avere la “puzza sotto il naso” come si suol dire. Ciò non è necessariamente vero: di norma si tratta sì di persone schiette, meticolose e selettive, ma può darsi semplicemente che il contesto stesso in quel frangente le abbia portate a chiudersi in quel modo, e che non sia effettivamente un atteggiamento abituale.

Una posizione che in realtà non si vede spesso, ma principalmente perché con le gambe sotto il tavolo è particolarmente difficile da notare, è quella in cui si è seduti con le caviglie incrociate l’una sull’altra. Si dice che chi sia abituato a sedersi in questo modo sia un leader nato, una persona piena di iniziativa che ama rimanere informata su tutto ciò che le accade intorno e detesti essere colta di sorpresa; proprio per questo, sedersi in questo modo per abitudine può essere indicativo di buone doti di comando.

Decisamente di ben altra natura è invece quest’ultima posizione, che rispecchia in pieno un’indole timida e tuttavia spesso gentile. Chi si siede in questo modo, con le gambe premute l’una sull’altra e le mani nascoste o comunque mantenute parzialmente tra le cosce, probabilmente è intimidita dal contesto nel quale è inserita in quel frangente o non ha particolare voglia di interagirvi, poiché sente scarso feeling con l’ambiente che ha intorno.