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Un artista geniale sta ridipingendo New York abusivamente. Speriamo che nessuno lo fermi!

L’artista americano Tom Bob sta “sconvolgendo” le strade di New York e speriamo che nessuno lo prenda. Utilizzando “mobili” di strada come pali o terminali elettrici, Tom crea dei pezzi colorati che interagiscono con i loro dintorni. Ad esempio alcuni dei suoi capolavori, se così vogliamo chiamarli, trasformano una fogna in una padella, i contatori di gas in aragoste eccentriche ecc. Tom Bob sta rendendo la città un posto molto più felice per tutti “animato” e colorato.

L’arte è considerata – nella sua accezione più ampia ed universale – come qualsivoglia attività umana che, partendo da presupposti tecnici comprendenti abilità innate o acquisite, porti a produrre forme di creatività ed espressione estetica. Sotto questo aspetto possiamo dire che moltissime cose siano classificabili con il nome di “artistiche” sebbene poi è indubbio che vi siano arti certamente mirabili ed altre molto più dozzinali. Dopotutto lo sappiamo bene anche noi, non tutti sono tagliati per diventare artisti di alto livello.

Ad ogni modo, vista la definizione stessa dell’arte, è indubbio che vi siano moltissime forme considerabili come arte a tutti gli effetti seppure da un punto di vista della cognizione sociale dei loro prodotti, e talvolta persino sotto il profilo legale, non siano accettate o vengano persino perseguite. Tra queste forme artistiche vi è sicuramente l’arte dei murales, una forma di espressione in realtà piuttosto recente (emerse con prepotenza solamente pochi decenni fa) e tipicamente urbana, spesso direttamente correlata alla scena underground. Un murales è un dipinto realizzato su una parete, un soffitto o altra larga superficie permanente in muratura. Il termine indica anche il genere di pittura, ed è divenuto celebre per il movimento artistico messicano noto come “muralismo”.La pittura murale può essere realizzata con varie tecniche, come l’affresco, realizzato dipingendo con pigmenti stemperati in acqua su intonaco fresco. Soggetti dei murales possono essere spesso raffigurazioni allegoriche ispirate a motivi e ideali politici. I murales non coincidono con il graffiti writing. Quest’ultimo, come dice il termine, prevede come base la raffigurazione e lo studio di lettere che poi si sviluppano ingrandendosi e presentandosi in diversificate realizzazioni. I murales invece indicano dipinti non necessariamente legati ad un “lettering”. Nati da movimenti di protesta come libere espressioni creative della popolazione contro il potere, nel tempo hanno sempre più assunto valore estetico, conservando talvolta anche un valore sociale. Oggi sono spesso commissionati da enti pubblici ed evidenziano l’identità del luogo, divenendo anche richiamo di turismo culturale.

Anche sotto un profilo più specifico e tecnico, i murales possono sempre essere inquadrati come arte a tutti gli effetti. Citando direttamente Wikipedia, come ab biamo detto prima a riguardo: “Nel suo significato più sublime, l’arte è l’espressione estetica dell’interiorità umana. Rispecchia le opinioni dell’artista nell’ambito sociale, morale, culturale, etico o religioso del suo periodo storico“. A questi presupposti risulta molto chiaro quanto la necessità dell’espressione di un determinato sentimento direttamente correlato all’ambiente metropolitano, sia stata di per sé la miccia capace di accendere questa forma d’arte proveniente dai bassifondi, facendola conoscere in tutto il mondo.

I murales sono stati spesso sfruttati per esprimere il disagio di una certa classe sociale, se non addirittura di un intero Paese (come nel caso dei celeberrimi murales che si possono ammirare in quel di Derry e Belfast, riguardanti proprio la lotta dell’Irlanda per l’emancipazione dal Regno Unito, sfociata poi nell’indipendenza di una parte della nazione), ma possono essere utili anche a molti altri scopi. Se in Italia questo fenomeno non è mai stato pienamente interiorizzato e sfruttato su larga scala infatti, in altri contesti la questione è diversa.

Nel nostro Paese, per lasciare ai writers libero sfogo creativo, sono state allestite delle vere e proprie aree riservate al disegno murale, ma solamente negli ultimi tempi le istituzioni pubbliche hanno iniziato a chiedere il supporto degli artisti di strada per abbellire, legalmente s’intende, zone altrimenti degradate delle città. Negli Stati Uniti invece questa abitudine è oramai ben consolidata, al punto che molti tra i più grandi writer locali sono considerati a tutti gli effetti delle star, alla stregua per l’appunto di artisti veri e propri.

Ma c’è ancora chi agisce nell’ombra, come l’artista statunitense che si firma con il nome fittizio di Tom Bob. Tom è un vero e proprio “abbellitore professionista” che si diverte a girovagare nottetempo per New York, prendendo elementi urbanistici esteticamente sgradevoli per trasformarli invece in piccole opere d’arte. Qui abbiamo inserito alcuni dei suoi disegni più celebri, mostrando le zone in cui ha “colpito” prima e dopo il suo passaggio. Anche voi sperate che non lo prendano?
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